Passa ai contenuti principali

"Nutriamoci" , Land Art nel Parco: l'ambiente come opera d'arte





Gocce di pioggia nate in un pomeriggio d'estate, in quei pomeriggi caldi, che passano lenti, tra il divano e qualche filo intrecciato all'uncinetto.

Gocce  che arrivano improvvise, che mi colgono di sorpresa come un temporale d'estate ... e allora si fissano nella  mente e lì rimangono, in attesa, pronte ad aspettare il momento giusto per cadere giù dalla mente alla mano, attraverso fili che si intrecciano nel passaggio dell'uncinetto tra una catenella e l'altra.

Gocce che nascono dopo un'intensa chiacchierata con Nicla Ferrari e Gaia Bertani, fondatrici dell'Associazione Culturale Gommapanel Lab , dedicata a laboratori creativi, alle mostre d'arte contemporanea (e a tanto altro! ) e che collaborano con diverse realtà, nella provincia di Reggio Emilia, curando esposizioni e laboratori.

Nasce l'idea di realizzare un'installazione all'interno del parco della Casa di Cura Privata Polispecialistica Villa Verde"  a Reggio Emilia, una struttura che sostiene e crede  nella bellezza come supporto alla terapia e che offre arte tutto l'anno a chi frequenta la clinica.


L'arte entra, così, nei luoghi di cura  e lo fa come risorsa perché l'arte fa star bene, perché è una medicina particolare e non lo dicono solo gli psicologi, i medici, i filosofi, lo dicono anche i pazienti: l'arte cura le ferite dell'anima.
L'arte tiene accesa la speranza, offre uno strumento per sopravvivere alla disperazione, dà conforto....nutre.

Ed ecco che prende sempre più forma l'idea, quella delle gocce di pioggia come nutrimento, perché dicono che la pioggia sia la discesa del cielo sulla terra, che senza di essa non potrebbe esserci vita.

Parlo di questo progetto alle mie amiche di Un Filo Che Unisce Cavriago , Tiziana, Rosella, Roberta e Antonietta che accolgono l'idea con entusiasmo e sposano il progetto con passione e così, da una goccia prende forma una pioggia ...quanto valore in ogni singola goccia d'acqua, quanto in una pioggia fatta di mani che lavorano insieme! 



Da gocce di pioggia, pensate  in un caldo pomeriggio d'estate nasce  NUTRIAMOCI, un' opera di Land Art nel Parco  di Villa Verde a Reggio Emilia,  a cura di Gommapanelab, con la preziosa collaborazione di Un Filo Che Unisce Cavriago. 


 Ma cos'è la Land Art?

La Land Art è una forma di arte contemporanea che nasce negli Stati Uniti d'America tra il 1967 e il 1968, caratterizzata  dall' intervento diretto dell'artista sul territorio naturale, in cui l'ambiente diventa opera d'arte e le operazioni artistiche escono dai confini degli spazi espositivi per invadere l'ambiente, i territori naturali, le aree urbane. Il paesaggio diventa non solo il contesto dell'opera ma l'opera stessa.


E con questa pioggia rigenerante  vogliamo nutrirci non solo di arte e bellezza ma soprattutto di vita e speranza!


"Quello che facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma l'oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo"  ( Madre Teresa di Calcutta)

Commenti

Post popolari in questo blog

"Penso che l' autunno sia più uno stato d' animo, che una stagione"

Amo l'autunno più di ogni altra stagione: penso che le foglie che si colorano di oro, bronzo e rame, siano lo spettacolo più bello che la natura possa offrirci, insieme ai frutti che, allo stesso modo, colorano le nostre tavole! L'autunno è sempre stato, per me, la stagione dei bilanci, della riflessione, del viaggio che faccio dentro me stessa. Finita l' estate, fatta di giorni spensierati in cui decido di mettere in stand by pensieri, progetti e propositi, con l'arrivo dell' autunno riprendo in mano la mia vita, faccio un bilancio di quello che ho realizzato fino a questo momento, ed è allora che decido di "tagliare i rami secchi", se qualcosa non è andato come mi aspettavo, o di tenere e  "colorare", con nuovi colori, ciò che ho ottenuto e che mi piace...la natura in questo è una grande maestra! In autunno prendo le mie decisioni, pianto il seme di progetti futuri, mi preparo lentamente alla primavera che verrà, dopo aver attravers

L'uncinetto tunisino ... che magnifica scoperta!

 In questo periodo di quarantena, in cui abbiamo messo in standby la "normale" routine quotidiana, in cui abbiamo fatto, un po' tutti, i conti con la lentezza, ho dedicato il mio tempo a sperimentare le tecniche più diverse e, quasi per caso, ho incontrato sul web (mantenendo la distanza di sicurezza😜) l' uncinetto tunisino. Una vera e propria scoperta!!! L' uncinetto tunisino è un buon compromesso tra la lavorazione all'uncinetto tradizionale e  il lavoro a maglia, e, forse, è proprio per questo che lo adoro!

C'era una volta la scatola dei biscotti di latta...

C'era una volta la scatola dei biscotti di latta. Le nonne ci tenevano i bottoni, le spolette di cotone e tutti gli accessori per il cucito.  Ricordo ancora che da bambina amavo curiosare tra le scatole di latta di mia nonna. Quando il pomeriggio, dopo pranzo,  tutti erano a letto per la "pennichella", io andavo nella piccola saletta accanto alla cucina, aprivo l'armadio e tiravo fuori le scatole di latta.  Ce n'erano di tutte le forme e dimensioni, e tra quelle sceglievo sempre quella che conteneva   mille e più bottoni, di ogni forma e misura e di tanti colori: ce n'erano rossi, bianchi, neri, grigi, perlati, di legno, rotondi, quadrati, ovali...ma quelli che preferivo erano più simili a gioielli. Nonna li conservava con cura dopo averli tolti da abiti, camicie o cappotti che non si mettevano più e che in qualche modo o maniera avrebbe poi riciclato ( eh sì perché un tempo non si buttava nulla e le nonne sono state delle ottime insegnanti di riciclo c